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Mario Nuccio

Profili di marsalesi illustri
30/11/2010
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Marsala Turismo
Mario Nuccio nacque da Andrea e Margherita Borduela l'1l settembre 1830.
Di sentimenti liberali, ancora giovanissimo, prese parte alla rivolta del 1848 e assieme a Giacomo Maria Curatolo Taddei, Rocco Palma, il Sacerdote Francesco Gambini e altri costituì un Comitato Liberale che ebbe carattere unitario in quanto rappresentava tutte le correnti politiche e anche il clero locale. Tale comitato, sebbene reggesse la cosa pubblica con qualche indecisione, fu, però, accolto con grande entusiasmo.

La vita politica e sociale di Marsala, durante il Risorgimento, era fortemente influenzata dall'organizzazione economico-produttiva che non era di tipo feudale e latifondista come nel resto della Sicilia, ma abbastanza evoluta e frazionata. Si deve a questa particolare intraprendenza dell'ambiente sociale se la vita politica marsalese ebbe momenti di dibattito politico molto vivo con la formazione di correnti diverse e l'adesione di vari ceti popolari e borghesi.
Dopo il rientro delle truppe borboniche a Marsala, Mario Nuccio assieme agli altri patrioti liberali cercò di costituire il comitato rivoluzionario per continuare l'azione cospirativa contro il regime.
Infatti nel 1857, la polizia aveva scoperto una vasta rete di cospiratori e la represse con molta energia provocando diversi arresti.

Il processo istituito a carico di quei cospiratori li mandò, però, tutti assolti.
Un mese prima dello sbarco di Garibaldi a Marsala, il comitato rivoluzionario prese l'iniziativa di organizzare una sommossa, che scoppiò il 7 aprile 1860, vigilia di Pasqua, quando si apprese la notizia dell'insurrezione palermitana della Gancia.
Anche Nuccio prese parte al moto rivoluzionario coprendo la carica di decurione nel comitato di Salute.
Assieme a lui si sollevarono Abele Damiani, Rocco Palma, Giacomo Maria Curatolo Taddei, Andrea D'Anna e il Sac. Francesco Gambini.
La rivolta fu stroncata subito dopo (tra il 9 e il 10 aprile), quando sopraggiunsero le truppe borboniche a riprendere in mano la situazione; da qui l'apertura di un processo contro gli autori della sommossa che si trascinò fino al momento dello sbarco di Garibaldi. Appena sbarcato a Marsala, mentre i fuoriusciti rientravano tutti dall'esilio da Malta e dalla Tunisia, Garibaldi fece riunire d'urgenza il decurionato per decidere sulla decadenza dei Borboni e sugli aiuti ai volontari.
Il Sindaco e molti consiglieri furono irreperibili e la riunione potè farsi soltanto con una dozzina di partecipanti che apposero la loro firma all'atto deliberativo del Municipio di Marsala.
Mario Nuccio fu nominato dal dittatore, Governatore di Marsala, carica che seppe tenere con molta fermezza e decisione. Contemporaneamente al vecchio decurionato borbonico subentrò il nuovo Consiglio Civico elettivo che, costituitosi subito dopo lo sbarco di Garibaldi, raccolse nel suo interno quasi tutti i liberali più in vista della città.

Il primo Sindaco fu il Cav. Mario Milo, tra i consiglieri figurò anche Mario Nuccio. Da quel momento Nuccio ebbe sempre una parte rilevante nella vita amministrativa della città dandovi spesso un impulso notevole perché venissero risolti alcuni dei problemi più gravosi per la cittadinanza.
Il 1° luglio ebbe il mandato dal Consiglio Civico di unirsi ad una rappresentanza inviata a Palermo per partecipare ai festeggiamenti in onore di Garibaldi che si trovava in quella città.
Il 17 ottobre dello stesso anno dal Prodittatore Mordini fu elevato al grado di Colonnello della riordinata Guardia Nazionale, dopo le dimissioni di Sebastiano Lipari, già console sardo.
Il 6 novembre 1861 veniva eletta la Giunta Comunale che durò in carica un anno e mezzo. Membri della Giunta erano gli elementi che si erano maggiormente distinti durante gli episodi rivoluzionari del 1848 e soprattutto del 1860: Abele Damiani, Giuseppe GarafFa, Mario Nuccio e Notai Giuseppe Figlioli, Giuseppe Struppa e Francesco Salerno.

Il momento più significativo della sua vita politica fu il 1864, quando fu chiamato unanimamente a ricoprire la carica di Sindaco, che mantenne con poche interruzioni fino agli ultimi anni della sua vita dando dimostrazione di profondo rigore morale e di rigida amministrazione.
Nell'amministrazione comunale da lui presieduta si circondò dei migliori cittadini del tempo per risolvere i più importanti problemi dell'epoca e per intensificare il dibattito politico.
Il Consiglio dovette affrontare numerose questioni sia per la riorganizzazione dei servizi sia per approntare nuovi piani relativi all'incremento delle opere pubbliche e alla formazione del nuovo clima democratico.
Dall'esame degli atti deliberati della Giunta e del Consiglio Comunale si evince che l'Amministrazione aveva in animo di avviare un profondo rinnovamento della vita civile ed economica marsalese, almeno per tutto quanto competeva alla sua giurisdizione.

I primi atti deliberativi della Giunta, approvati dal Consiglio, riguardavano gli appalti dei dazi civici, il compimento dei lavori del porto e di espurgo dello scavo, l'approvazione degli atti d'appalto della manutenzione dell'acqua negli anni 1861/63, di quelli relativi alla nettezza urbana delle strade interne, alla costruzione di strade intercomunali, ai nuovi regolamenti di polizia urbana e rurale, all'acquisto di banchi e arredamenti per le scuole comunali e per la nuova biblioteca (il 26 novembre del 1863 Mario Nuccio stesso, in qualità di delegato ai lavori pubblici caldeggiò il completamento della nuova biblioteca comunale). Scorrendo gli atti della Giunta e del Consiglio si ritrovano delle delibere che assumono una certa rilevanza per il loro valore politico, soprattutto per determinare l'atteggiamento che il Consiglio Comunale di Marsala mostrò in circostanze particolarmente drammatiche: l'accentramento politico-amministrativo che colpiva alcuni interessi locali; i provvedimenti per il mezzogiorno e le isole; l'episodio di Aspromonte. In questo quadro vanno considerate alcune decisioni consiliari o di Giunta relativa all'enfiteusi di terreni ecclesiastici, al dazio di consumo ed anche all'esproprio, per pubblica utilità, di alcuni terreni da parte del Comune, per evitare la speculazione privata sul piano edilizio.
Sul censimento dei fondi ecclesiastici la Giunta votò una proposta indirizzata al Governo e al Parlamento Nazionale per la sollecita approvazione della legge (10 giugno 1862).
Gli atti del 1862 conservano qualche importante documento relativo alla venuta di Garibaldi a Marsala per preparare la spedizione che doveva liberare Roma e che troverà il suo epilogo doloroso nei fatti di Aspromonte. Una delibera della Giunta del 15 luglio 1862 contiene un avviso ai cittadini per annunciare l'arrivo di Garibaldi e i festeggiamenti preparati in suo onore.
In quell'occasione Mario Nuccio col Sacerdote Francesco Gambini ed Abele Damiani si recò a Palermo, per delega della rappresentanza municipale per invitare Garibaldi, che si trovava in quella città, a tornare a Marsala.

Il Consiglio deliberò inoltre con importanti voti e provvedimenti su problemi economici di interesse generale. «Al fine di mantenere un Consorzio Agrario in Marsala fu votato uno stanziamento di lire 300».
I lavori pubblici, naturalmente, rappresentavano la preoccupazione più costante della nuova amministrazione, la quale cercò non solo di progettare la costruzione di strade interne ed esterne all'abitato, ma anche di sfruttare i benefìci di leggi provinciali e statali «al fine di collegare meglio Marsala agli altri comuni della provincia».
L'11 novembre 1861 il Consiglio deliberò «sul compimento della strada cominciata fuori Porta Nuova da unire con la rotabile per Trapani».
Per quanto riguarda la demolizione di Porta Nuova e il quartiere residenziale che doveva sorgere, una delibera del 30 aprile 1893 informa sui provvedimenti adottati dalla Giunta per impedire che fosse deturpato «quel panorama che è l'ammirazione di tutti i forestieri».
In quella data, infatti, per bloccare qualsiasi iniziativa edilizia in quella zona, la Giunta deliberava di espropriare per pubblica utilità tutta l'area di P. Nuova e il Consiglio, di approvare all'unanimità, la proposta.
È opportuno mettere in evidenza l'impegno degli amministratori del tempo sulla questione di Porta Nuova. Si deve alla loro lungimiranza e alla loro integrità morale se la zona più bella di Marsala, quella aperta sul mare e ricca di preziose testimonianze della civiltà, sia stata conservate pressoché intatta fino ad oggi.
Riguardo alle comunicazioni e alle opere pubbliche il problema più importante che si agitò in quegli anni e che troverà soluzione soltanto venti anni dopo fu quello della ferrovia Palermo- Marsala-Trapani (4 giugno 1881).

Negli atti del Consiglio Comunale di Marsala si trovano parecchi accenni al problema della ferrovia che evidentemente avrebbe notevolmente avvantaggiato l'economia della città, soprattutto quella riguardante l'industria enologica. Già nella seduta dell'11 aprile 1862 la Giunta Comunale diresse «motivato rapporto al deputato marsalese Gregorio Ugdulena, onde brigare con tutta l'energia possibile presso il Ministero dei Lavori Pubblici perché la strada ferrata passi da Marsala».
Possiamo dire, quindi, che la Vita di Mario Nuccio si intrecciò saldamente con la realtà marsalese di cui fu spesso il protagonista.
Della sua vita privata non sappiamo molto. Sposò la sorella di Abele Damiani, Angelina, donna colta e altera e dal matrimonio nacque una figlia che morì in tenera età.
Tra i molti incarichi che gli furono affidati ebbe quello di commissario all'Istituto delle Orfanelle Rubino in cui ancora una volta dimostrò doti di saggio amministratore.
Moriva il 23 luglio 1875 a soli 45 anni, dopo aver legato il suo vistoso patrimonio di lire 300.000 circa, all'ospedale S. Biagio di Marsala.

Maria Tranchida

Tratto da "Profili di Marsalesi Illustri"
a cura dell'associazione pedagogica italiana - sezione di marsala


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